mercoledì 20 maggio 2015

Chiarimenti sulla somministrazione di pesce crudo

Con la Nota n. 4579-P-17/02/2011, la Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione del Ministero della Salute, facendo seguito a precedente analogo intervento dell’11 marzo 2009 (prot. n. 6709-P), ha chiarito alcuni aspetti relativi alla vendita e somministrazione di “preparazioni gastronomiche contenenti prodotti della pesca destinati ad essere consumati crudi o praticamente crudi”. Com’è noto, la problematica è legata sia a preparazioni alimentari di origine orientale (sushi, sashimi), che da alcuni anni stanno riscuotendo un certo successo anche in Italia, sia ad alcuni piatti locali quali, per esempio, le acciughe o alici marinate con limone e aceto (dette “all’ammiraglia”) e “carpacci” di pesce crudo variamente conditi1. I chiarimenti seguono il lavoro del Comitato Interregionale per la Sicurezza Alimentare ed assumono la veste di vere e proprie “indicazioni operative”, applicabili, come affermato nella nota stessa, a tutti i prodotti della pesca, compresi quelli di acqua dolce. Si ricordi che l’Ordinanza Ministeriale del 12 maggio 1992, che si occupava del problema della prevenzione dell’anisakiasi prima ancora dell’emanazione DLgs n. 531/1992, elencava solamente alcune specie ittiche marine, all’epoca ritenute le più soggette all’infestazione tra quelle diffuse sui mercati2. Viene ribadito che i prodotti della pesca, in particolare in occasione delle operazioni di sfilettatura e affettatura, devono essere sottoposti ad esame visivo per verificare la presenza di parassiti, come previsto dall’Allegato II, Sezione I, Capitolo II, del Regolamento 2074/2005, nel rispetto di quanto richiesto dall’allegato III, sezione VIII, capitolo V, lettera D, del Regolamento 853/2004 (e riportato poi nelle linee-guida della Conferenza Stato-Regioni di cui al Provvedimento del 16 novembre 2006, al Capitolo V, Lettera D). Controllo che compete agli operatori del settore alimentare, anche nella fase di vendita al dettaglio comprendente, secondo l’Art. 3 del Regolamento 178/2002, l’attività di ristorazione. Tutti i prodotti della pesca destinati ad essere consumati crudi o quasi crudi, poiché non sottoposti ad un trattamento in grado di uccidere i parassiti eventualmente presenti nelle loro carni, devono obbligatoriamente essere trattati mediante congelamento per “l’uccisione dei parassiti eventualmente sfuggiti all’esame visivo”. Tale “trattamento di bonifica preventiva” dev’essere effettuato sulla materia prima o sul prodotto finito.

I casi possibili

La nota ministeriale presenta i due casi che possono riguardare un esercizio di ristorazione che somministra prodotti della pesca crudi o praticamente crudi

1° caso – Utilizzo di prodotti della pesca già trattati: il ristoratore deve richiedere e conservare agli atti, per poterla esibire agli organi di controllo che la richiedessero, l’attestazione del trattamento rilasciata dal confezionatore; attestazione prevista dal Regolamento 853/2004 (Allegato III, Sezione VIII, Capitolo III, Lettera D, punto 3) per l’immissione sul mercato, “salvo qualora siano forniti al consumatore finale”.

2° caso – Utilizzo di prodotti della pesca freschi refrigerati: il ristoratore deve effettuare il trattamento di bonifica preventiva e fornire le “dovute garanzie, oggettivamente valutabili da parte dell’autorità competente”, di conformità ed efficacia, relativamente al raggiungimento e al mantenimento nel prodotto della temperatura di –20°C per almeno 24 ore. In questo caso, l’operatore deve:

  • effettuare preventivamente la no-tifica di variazione di attività (aggiornamento della registrazione dello stabilimento, ai sensi dell’art. 6 del Reg. n. 852/2004), dichiarando specificamente l’attività di trattamento di bonifica preventiva che intende intraprendere; in caso di nuova attività, la Denuncia di Inizio Attività dovrà comprendere la stessa dichiarazione con le previste modalità;
  • dotarsi di apparecchiatura per l’abbattimento della temperatura ad almeno –20°C, che secondo la nota ministeriale deve avere caratteristiche di idoneità (si ritiene che un’apparecchiatura debba essere idonea per quanto riguarda i requisiti igienico-sa-nitari e quelli tecnologici) e di proporzionalità (le dimensioni, cioè, dovranno essere adeguate rispetto alla mole di lavoro prevista); apparecchiatura che non può essere utilizzata promiscuamente per il trattamento di bonifica e per la conservazione di prodotti congelati, dato che tale circostanza non garantirebbe né la rapidità del congelamento dei prodotti sottoposti a trattamento, né il corretto mantenimento dei prodotti già congelati;
  • predisporre e adottare un’adeguata “procedura scritta finalizzata al controllo dei parassiti, basata sui principi del sistema HACCP”.

 

Procedure HACCP

Può essere utile qualche puntualizzazione sull’adozione delle procedure di autocontrollo, seguendo quanto espresso nella nota ministeriale. Innanzitutto, la procedura deve tener conto dell’apparecchiatura in uso, che dovrebbe essere (nell’ipotesi ottimale) un vero e proprio abbattitore di temperatura; ma potrebbe trattarsi anche di un frigorifero congelatore (tale ipotesi non viene esclusa), appositamente dedicato all’operazione, purché in grado di far raggiungere rapidamente al pesce la temperatura di –20°C; altro elemento di cui tenere conto è la pezzatura dei prodotti che si vogliono trattare, che influenza direttamente il tempo necessario per il raggiungimento al cuore del prodotto della temperatura prescritta; è importante anche considerare la specie di parassiti (in riferimento alle specie ittiche che si intendono trattare e ai cicli biologici dei parassiti stessi) e ai conseguenti tempi di trattamento necessari. Infatti, la durata del trattamento obbligatorio è di almeno 24 ore, da calcolarsi dal momento del raggiungimento della temperatura di –20°C in tutti i punti (“al cuore”) del prodotto, ma non è escluso che non siano necessari tempi maggiori in relazione a particolari parassiti, visto che la responsabilità di garanzia della sicurezza alimentare è comunque dell’OSA, che dev’essere in grado di dimostrare l’adeguatezza del trattamento.

Il CCP (punto critico di controllo) del processo può essere considerato la fase di acquisto della materia prima, che può sottendere il pericolo di presenza di parassiti nella massa muscolare del pesce; le modalità di controllo del rischio connesso (azione preventiva) sono identificabili nel controllo visivo e nel trattamento di bonifica preventiva sopra descritto, con due limiti critici che si intrecciano tra loro: il valore di temperatura (–20°C) e il tempo di durata (24 ore).

La registrazione dei dati di monitoraggio deve prevedere:

  • quantità di prodotto trattato;
  • pezzatura dello stesso;
  • temperature e tempi di trattamento;
  • data di consumo o vendita (per consentire le opportune verifiche all’Autorità Competente).

Le registrazioni devono essere conservate agli atti per poter essere esibite agli organi di controllo. Si ritiene che del divieto relativo al ricongelamento del prodotto bonificato una volta decongelato, espressamente ribadito nella nota ministeriale, debba essere utilmente data notizia nelle procedure, costituendo un elemento di assunzione di responsabilità da parte dell’OSA.

Informazione al consumatore

Dato che il trattamento è volto alla tutela della salute del consumatore, la nota ministeriale afferma che “per corretta informazione sul trattamento può essere utilizzata la dicitura: “conforme alle prescrizioni del Regolamento (CE) 853/2004, Allegato III, Sezione VII, Capitolo 3, Lettera D, Punto 3”. Nessun obbligo, quindi, essendo lasciata tale indicazione alla discrezionalità dell’operatore (“può”). Del resto, lo stesso Regolamento 853/2004, come sopra evidenziato, esclude dall’obbligo di attestazione sul trattamento la fase di vendita al consumatore finale. Resta da chiarire se sia da indicare sul menù che il prodotto, al momento della somministrazione, è decongelato. Si ritiene che tale indicazione non sia obbligatoria, dato che:

  • il prodotto è stato acquistato fresco e quindi non si tratta di frode merceologica;
  • il trattamento, se correttamente eseguito, non ha lo scopo di prolungare la durata commerciale del prodotto;
  • il trattamento è obbligatorio per legge a tutela della salute del consumatore ed è effettuato con procedure ed apparecchiature che non dovrebbero modificare sensibilmente le caratteristiche dell’alimento bensì garantirne la salubrità.

Tuttavia, la reiterata mancanza di chiare indicazioni in merito da parte degli organi competenti può generare incertezza negli OSA e differenze di interpretazione da parte degli stessi organi di controllo.

 

Sanzioni

  • Vendita o somministrazione di alimenti invasi da parassiti: violazione dell’art. 5, Lettera d), della Legge 30 aprile 1962 n. 283, punita dall’art. 6 della stessa legge (arresto fino ad un anno e l’ammenda da Ä 30,00 ad Ä 30.987,00)3.
  • Vendita o somministrazione di alimenti invasi da parassiti patogeni per l’uomo e quindi pericolosi per la salute pubblica: violazione dell’art. 444 del C.P. (reclusione da sei mesi a tre anni e multa non inferiore a Ä 51,00, con riduzione della pena da un terzo a un sesto nell’ipotesi colposa). In entrambi i casi, sequestro penale della derrata4.
  • Somministrazione di pesce crudo non sottoposto al trattamento del congelamento: violazione dell’art. 4, Par. II, del Regolamento (CE) n. 852/2004, in riferimento al mancato rispetto dei requisiti relativi ai parassiti di cui all’Allegato III, Sezione VIII, Capitolo III, Lettera D, del Regolamento (CE) n. 853/2004, sanzionata dall’art. 6, Comma 5, del Decreto Legislativo n. 193/2007 (sanzione amministrativa pecuniaria da Ä 1.000,00 ad Ä 6.000,00; in misura ridotta Ä 2.000,00, da pagare entro 60 giorni). Sequestro amministrativo della derrata4.
  • Omissione della notifica per la registrazione dell’attività di trattamento di bonifica preventiva: violazione dell’art. 6, Comma 2, primo capoverso, del Regolamento (CE) n. 852/2004, sanzionato dall’art. 6, Comma 3 (sanzione amministrativa pecuniaria da Ä 1.500,00 ad Ä 9.000,00, in misura ridotta Ä 3.000,00).
  • Omissione della notifica di va-riazione di attività per l’aggiornamento della registrazione con inseri-mento dell’attività di trattamento di bonifica preventiva: violazione dell’art. 6, Comma 2, secondo capoverso, del Regolamento (CE) n. 852/2004, sanzionato dall’art. 6, Comma 3 (sanzione amministrativa pecuniaria da Ä 500,00 ad Ä 3.000,00, in misura ridotta Ä 1.000,00).
  • Mancata predisposizione di procedure basate sul sistema HACCP: violazione dell’art. 5 del Regolamento (CE) n. 852/2004, sanzionata dall’art. 6, Comma 6, del DLgs n. 193/2007 (sanzione amministrativa pecuniaria da Ä 1.000,00 ad Ä 6.000,00, in misura ridotta Ä 2.000,00).
  • Inadeguatezza delle procedure basate sul sistema HACCP: violazione dell’art. 5 del Regolamento (CE) n. 852/2004, sanzionata dall’art. 6, Comma 7, del DLgs n. 193/2007 (prescrizione con assegnazione di un congruo termine per la modifica e, in caso di inadempienza, sanzione amministrativa pecuniaria da Ä 1.000,00 a Ä 6.000,00, in misura ridotta Ä 2.000,00).
  • Mancata o scorretta attuazione delle procedure basate sul sistema HACCP: violazione dell’art. 5 del Reg. (CE) n. 852/2004, sanzionata dall’art. 6, Comma 8, del DLgs. n. 193/2007 (sanzione amministrativa pecuniaria da Ä 1.000,00 a Ä 6.000,00, in misura ridotta Ä 2.000,00).

Conclusioni

Da molti anni viene posta attenzione sul problema del consumo di pesce crudo, con un progressivo aumento di consapevolezza negli operatori, negli organi di controllo e nei consumatori. La responsabilizzazione degli OSA è indispensabile, costituendo la chiave per una moderna ed efficace prevenzione nel settore alimentare. Tuttavia, gli organi di controllo ufficiale dovrebbero essere in grado di raggiungere tutte le attività di ristorazione, non solo per punire gli inadempienti ma anche, e soprattutto, per informare adeguatamente gli operatori degli obblighi previsti a loro carico e delle loro motivazioni. Un ruolo importante di informazione e formazione può essere svolto dalle associazioni di categoria dei rivenditori di prodotti della pesca e dei ristoratori. Una campagna informativa sarebbe utile anche nei confronti dei consumatori, perché questi possano effettuare acquisti consapevoli e gestire il rischio connesso alla presenza di parassiti anche nelle preparazioni alimentari a livello domestico.

 

venerdì 10 aprile 2015

Somministrazione transnazionale lavoro, “contratti rumeni”, circolare Ministero del Lavoro

Contratti rumeni, vigilanza e contrasto comportamenti irregolari e uso di servizi che non rispettano la normativa in materia italiana ed europea. Pubblicata dal Ministero del Lavoro una nota che riporta in allegato la circolare 14 del 9 aprile 2015 Somministrazione trasnazionale di lavoro, attività di vigilanza e campagna informative e indicazioni operativeattraverso la quale sono state inviate indicazioni operative alle Direzioni interregionali e territoriali del lavoro e quindi informazioni ai sindacati, alle associazioni imprenditoriali, alle agenzie di somministrazione in merito ai comportamenti sanzionabili

Il documento del quale è mittente la Direzione generale per l’attività ispettiva, intende segnalare il rischio, nei rapporti di lavoro, di incorrere in sanzioni qualora si intenda avvalersi dei servizi di agenzie di somministrazione di altri Stati Ue che “propongono il ricorso a manodopera straniera, evidenziando i forti vantaggi, anche di natura economica, di cui potrebbero beneficiare le imprese, promuovendo, in particolare, l’utilizzo di lavoratori interinali con contratto rumeno, assicurando una maggiore flessibilità e l’assenza totale di alcuni obblighi di carattere retributivo (13a, 14a, TFR ecc.)”.

Il Ministero evidenza come tali annunci riportino informazioni in contrasto con la disciplina italiana ed europea riguardante il distacco transnazionale e come quindi di conseguenza il ricorso ai servizi enunciati possa dar luogo a sanzioni.

La circolare si sofferma su quindi in maniera dettaglia su aspetti riguardanti le tutele economico-normative nella somministrazione transazionale del lavoro, il rispetto delle agenzie di altri Stati Membri della disciplina prevista per le agenzie italiane (D.Lgs. n. 276/2003), diritto del lavoro interinale, la responsabilità solidale e procede quindi nell’elencare leggi italiane ed europee a tutela dei diritti dei lavoratori distaccati, del trattamento economico e delle condizioni di lavoro.

La direttiva 2014/67/UE, la 2008/104/Ce, Dlgs 124/2004, Dlgs 66/2003, fino alla 96/71/CE recepita con Dlgs 72/2000 che indica come per i lavoratori distaccati sia doverosa l’applicazione dei livelli minimi di condizioni di lavoro e occupazione previsti dalla legge del luoghi di esecuzione della prestazione lavorativa. Ovvero in questo caso dalla contrattazione collettiva italiana che ha quindi valore in merito a lavoro e riposo, ferie, tariffe, salute e sicurezza sul lavoro, discriminazione tra uomo e donna, cessione temporanea di lavoratori da parte di agenzie di somministrazione.

“In altri termini, per i lavoratori somministrati a livello transnazionale, è dunque sancita e garantita una sostanziale parità di trattamento, sia per quanto concerne i profili normative che per quelli retributi, rispetto ai lavoratori italiani alle dipendenze dell’utilizzatore”.

giovedì 26 marzo 2015

REVISIONE MACCHINE AGRICOLE E PATENTINO ATTREZZATURE

Nel decreto “mille proroghe” è stata confermata  la proroga al 31 dicembre 2015 per l’entrata in vigore della revisione delle macchine agricole prevista dall’art. 111 del codice della strada, con precedenza per le macchine agricole immatricolate antecedentemente al 1° gennaio 2009.

Nel “mille proroghe” è stata inoltre inserita la proroga al 31 dicembre 2015 per l’ottenimento dell’abilitazione all’uso delle attrezzature (cd. Patentino attrezzature).

Si sottolineano i punti di maggior importanza contenuti nel decreto:

  1. categoria di attrezzature a cui si riferisce la proroga: “il differimento al 31 dicembre 2015 dell’obbligo di abilitazione all’uso delle macchine agricole è da intendersi riferito alle attrezzature di lavoro individuate al punto 1 dell’Allegato A dell’Accordo 22 febbraio 2012 utilizzate dai lavoratori del settore agricolo o forestale” (ovvero tutte le attrezzature dell’Accordo: piattaforme di lavoro mobili elevabili, gru a torre, gru mobile, gru per autocarro, carrelli elevatori semoventi con conducenti a bordo, trattori agricoli o forestali, macchine movimento terra);
  2. lavoratori in possesso di esperienza: l’esperienza documentata almeno pari a due anni deve essere posseduta ora al 31 dicembre 2015, ma il conseguente corso di aggiornamento deve essere effettuato entro 5 anni dalla data di pubblicazione dell’Accordo (12 marzo 2012). Pertanto questa scadenza rimane fissata al 13 marzo 2017;
  3. lavoratori già incaricati: i lavoratori che alla data del 31 dicembre 2015 sono incaricati dell’uso delle attrezzature (come definite al punto 1), che non hanno l’esperienza biennale e non hanno svolto già specifici corsi di formazione (come definite al punto 4), devono effettuare il corso base teorico pratico entro il 31 dicembre 2017;
  4. lavoratori in possesso di formazione: sempre per le attrezzature (come definite al punto 1), sono riconosciuti i corsi di formazione di cui alle lettere a), b), c) del 9.1 dell’Accordo. Per le ultime due fattispecie appena richiamate (lettera b) e c) punto 9.1) è necessaria l’integrazione con il modulo aggiornamento (4 ore) entro 24 mesi dall’entrata in vigore (31/12/2017).

mercoledì 25 marzo 2015

ASCENSORI IN ESERCIZIO PUBBLICO, MANUTENZIONI, VERIFICHE E PROVE PERIODICHE DAL D.M. 9 MARZO 2015

La manutenzione è il titolo dell’art. 4 del Dm 9 marzo 2015 sugli ascensori a esercizio pubblico, per la cui buona conservazione e regolare funzionamento deve essere eseguita, appunto, un’attività di manutenzione che va a affidata:

  • “a persona munita di certificato di abilitazione ai sensi degli articoli 6, 7, 8 e 10 del Dpr 1767/1951;
  • a ditta abilitata ai sensi della L. 46/1990 , che deve provvedervi a mezzo di personale abilitato”.

Delle verifiche e prove periodiche agli impianti si occupa, invece, l’art. 5 del Dm. La loro esecuzione è diretta ad accertare:

a) il permanere delle condizioni di efficienza degli organi e degli elementi dai quali dipende la sicurezza e la regolarità di esercizio dell’impianto;
b) l’avvenuta ottemperanza alle prescrizioni eventualmente impartite dall’autorità di sorveglianza in precedenti verifiche.

Così, ogni giorno, prima dell’inizio del servizio pubblico, il personale individuato dal Responsabile dell’esercizio, deve effettuare una o più corse di prova a vuoto. E almeno ogni sei mesi, il Responsabile dell’esercizio sottopone l’impianto ai controlli e alle prove previste delle norme UNI EN 81-1: 2008 e 81-2:2008**. I risultati dei controlli e delle prove vanno inseriti nel libretto dell’ascensore, sottoscritti sia dal manutentore che dal Responsabile dell’esercizio.

martedì 24 marzo 2015

lunedì 23 marzo 2015

MACCHINE AGRICOLE, OBBLIGO DEL PATENTINO: PROROGATA LA SCADENZA

Con il c. 5 dell’art. 8 del DL 192/2014, Mille proroghe, sono stati prorogati i termini per adempiere all'obbligo del possesso dell’abilitazione – “patentino” all’uso delle macchine agricole.

Il termine slitta così dal 22 marzo 2015 al 31 dicembre 2015.

Sono esentati da questo obbligo coloro che dimostrino di avere una esperienza nell’uso delle macchine agricole da almeno due anni nell’ultimo decennio.

 

martedì 21 gennaio 2014

Riduzione del tasso medio di tariffa INAIL

 

Come ogni anno l’Inail ha divulgato il nuovo modello OT24 INAIL 2014 per ottenere la riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi dell’art. 24 delle Modalità di applicazione delle Tariffe dei premi (D.M. 12/12/2000 e s.m.i.) dopo il primo biennio di attività. Il nuovo modulo è relativo agli interventi effettuati nel corso del 2013 e la relativa domanda va effettuata entro il 28/2/2014.Lo sconto ottenibile tramite modello OT24 INAIL 2014 sui premi è il seguente:
• fino a 10 dipendenti :       30%
• da 11 a 50 dipendenti:     23%
• da 51 a 100 dipendenti:   18%
• da 101 a 200dipendenti : 15%
• da 201 a 500 dipendenti: 12%
• oltre 500 dipendenti:         7%

-Chi può beneficiarne?
Per beneficiare della riduzione del premio INAIL le aziende devono essere in possesso dei requisiti per il rilascio della regolarità contributiva ed assicurativa ed in regola con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro.
Gli interventi da indicare nel modulo e implementati nel 2013 non sono obbligatori, ma rappresentano interventi di miglioramento nel campo della prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro che va oltre i limiti di legge. La dichiarazione dell’azienda è soggetta a controllo a campione da parte INAIL per verificare la veridicità di quanto dichiarato.
Per maggiori informazioni clicca qui

mercoledì 2 ottobre 2013

Estintori: in vigore la nuova norma Uni 9994.1/2013. Aggiunti ulteriori controlli a quelli già in vigore

 La norma Uni 9994.1/2013 manda in pensione la vecchia Uni 9994/2003.La norma definisce  i criteri per effettuare :

  • il controllo iniziale;
  • la sorveglianza;
  • il controllo periodico;
  • la revisione programmata;
  • il collaudo,

estendendo le verifiche anche a quelle tipologie estintori che la vecchia non regolamentava (fuochi generati da metalli combustibili, quali potassio, sodio e loro leghe, magnesio, zinco, zirconio, titanio e alluminio in polvere classe D).

Fra i contenuti di maggiore novità della nuova UNI sugli estintori, entrata in vigore lo scorso giugno, vi è l’obbligo della messa fuori uso di quei dispositivi antincendio che il manutentore aziendale deve adottare perché:

  • sono di tipo non approvato; esclusione per gli estintori di classe D;
  • presentano segni di corrosione;
  • presentano ammaccature sul serbatoio;
  • sono sprovvisti delle marcature previste dalla legislazione vigente:
  • le proprie parti di ricambio e gli agenti estinguenti non sono più disponibili;
  • presentano marcature e iscrizioni illeggibili e non sostituibili;
  • devono essere ritirati dal mercato in conformità a disposizioni vigenti;
  • non sono dotati di libretto d’uso e manutenzione rilasciato dal produttore;
  • hanno superato 18 anni di vita.

Ed inoltre sancisce l’obbligo di apporre internamente ed esternamente all’estintore:

  • la data di revisione;
  • i riferimenti dell’azienda incaricata del controllo;
  • di sostituire le valvole in fase di collaudo per gli estintori a polvere e in fase di revisione per gli estintori a CO2;
  • di aggiornare la documentazione di manutenzione.

Per approfondire è possibile scaricare un estratto della norma Uni 9994/2013 cliccando qui

SISTRI avviato dal 1 Ottobre. Importante circolare esplicativa dal ministero dell’Ambiente.

 

In concomitanza con la data di avvio del “nuovo” SISTRI, il ministero dell’ambiente ha pubblicato un importante circolare esplicativa

Per approfondire e fare download cliccare qui:  NOTA ESPLICATIVA AI FINI DELL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 11 DEL DECRETO LEGGE 31 AGOSTO 2013, N. 101, “SEMPLIFICAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTI – SISTRI”

mercoledì 25 settembre 2013

SISTRI: dalla Confindustria le prime istruzioni operative

tratto da:http://www.aib.bs.it

Come noto, il DL 101/2013 fissa l’operatività di Sistri per alcuni soggetti (imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi, che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori) al 1° ottobre 2013.A tale proposito si sottolinea come, in assenza di indicazioni chiare da parte del Ministero dell’Ambiente, una lettura letterale e conservativa della norma imporrebbe la partenza al 1° ottobre anche alle aziende che:

- svolgono attività R13 e D15, anche se autorizzate per la gestione dei propri rifiuti pericolosi in uscita dall`impianto di produzione;

- trasportano i propri rifiuti pericolosi, anche se al di sotto dei 30 kg o litri/giorno;

- producono rifiuti pericolosi derivanti da una qualsiasi attività autorizzata di recupero o smaltimento, anche di rifiuti non pericolosi (nuovi produttori).

Le indicazioni di Confindustria non intendono sostituire le norme vigenti né l’attesa e auspicata circolare ministeriale di chiarimento, ma solo suggerire e allo stesso tempo esortare una rapida risposta in fase emergenziale ad alcuni dei quesiti più importanti.

Clicca qui per il download della circolare Confindustria

martedì 24 settembre 2013

Carrelli elevatori: obblighi di manutenzione e valutazione dello stato della attrezzatura

Fonte: http://www.ambientesicurezza.ilsole24ore.com/carrelli-elevatori-come-effettuare-la-manutenzione/0,1254,89_ART_9437,

La movimentazione dei carichi è ancora oggi uno dei principali problemi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Infatti, eseguite nel ciclo lavorativo della quasi totalità delle attività, le operazioni di trasporto o di sostegno dei materiali sono condizioni sfavorevoli che possono comportare rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico.
Proprio per questo il legislatore ha stabilito l’obbligo, per ogni datore di lavoro, di ricorre all’adozione di mezzi appropriati per evitare la movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori.
In effetti, alla luce del fatto che attualmente sono disponibili sistemi di movimentazione estremamente efficienti e alla portata di tutti, è stato ritenuto opportuno limitare al massimo l’uso della forza dell’uomo per tutte quelle operazioni che possono pregiudicare l’incolumità dei lavoratori.
Nel link di sotto un elenco dei controlli obbligatori per legge ed una lista di verifiche necessarie alla valutazione dello stato di conservazione e funzionamento.

Per approfondire clicca qui

“Decreto lavoro”. Confermati gli aumenti delle sanzioni

Fonte: http://www.ambientesicurezza.ilsole24ore.com/decreto-lavoro-e-sanzioni-confermati-gli-aumenti/0,1254,89_ART_9393,00.html

In evidente controtendenza rispetto all’orientamento assunto con il D.L. n. 69/2013 (cosiddetto “decreto del fare”), anche nel testo del D.L. n. 76/2013, approvato definitivamente dal Parlamento, sono state confermate le modifiche al sistema sanzionatorio; infatti, è stato modificato il comma 4-bis, art. 306, D.Lgs. n. 81/2008, che ha riscritto completamente e in modo “peggiorativo” il sistema d’indicizzazione delle sanzioni penali e amministrative pecuniarie che era stato introdotto dal D.Lgs. n. 106/2009. Occorre ricordare che, mentre originariamente questo meccanismo di adeguamento quinquennale era previsto unicamente per le sanzioni stabilite dal D.Lgs. n. 81/2008, il D.Lgs. n. 76/2013 ha esteso lo stesso anche alle ammende e alle sanzioni amministrative pecuniarie per la violazione alle norme antinfortunistiche stabilite da altri atti aventi forza di legge.

Per approfondire clicca qui

lunedì 23 settembre 2013

Tassa rifiuti, per l'esclusione obbligatoria denuncia al Comune.

Tratto da reteambiente.it

 

Per avere l'esclusione di alcune aree dalla superficie tassabile ai fini della Tarsu (ora Tares) l'interessato ha l'obbligo di denuncia e l'onere di informazione al Comune.

Lo ha ricordato la Cassazione, sezione tributaria, nella sentenza 5 giugno 2013, n. 14156. Poiché in un locale in cui si producono rifiuti speciali si formano anche, di norma, rifiuti ordinari, spetta all'interessato fornire prova e informare il Comune segnalando le parti della superficie in cui, per struttura e destinazione, si formano esclusivamente i rifiuti speciali, che quindi vanno esentate dal tributo.

Riformata la sentenza di merito che aveva deciso l'esenzione dalla Tarsu per i suoi locali perché l'impresa aveva dimostrato di smaltire in proprio i rifiuti da imballaggio secondari e terziari prodotti. Per la Corte la questione va invece focalizzata sul luogo di produzione dei rifiuti, posto che le operazioni di avviamento a recupero dei rifiuti speciali non esentano dalla Tarsu, ma portano a una riduzione della superficie tassabile.

Morì ubriaco sul posto di lavoro. La Cassazione condanna il datore di lavoro per omicidio colposo.

tratto da  bari.repubblica.it

Condannato il datore di lavoro di una cooperativa sociale nel brindisino: "Doveva prevenire e fronteggiare il comportamento imprudente del lavoratore"

Se vuoi saperne di più  clicca qui

 

venerdì 20 settembre 2013

Non solo Italiano: manuale per addetti ai cantieri edili in 6 lingue

Questa notizia è stata tratta da: http://www.acca.it/biblus-net/

In edilizia è sempre più numerosa la presenza di lavoratori stranieri i quali, molto spesso, si trovano in una condizione di svantaggio nella comprensione delle più elementari norme di sicurezza, non conoscendo la lingua.

La Regione Liguria ha pubblicato un documento che si propone di prevenire gli infortuni e i pericoli latenti, attraverso l’individuazione sia dei corretti comportamenti e procedure da adottare che degli idonei DPI da utilizzare. Ricco di illustrazioni ed immagini esplicative, il documento risulta particolarmente interessante e dettagliato nella sezione dei cartelli di cantiere e segnaletica gestuale.
I testi riportati e tradotti in altre 5 lingue (rumeno, albanese, spagnolo, arabo e turco), sono corredati da numerose immagini funzionali all’immediata comprensione dei concetti di sicurezza espressi.

Gli argomenti affrontati nel manuale sono relativi a:
Figure con cui il lavoratore deve relazionarsi
Organizzazione di un cantiere
Igiene sul luogo di lavoro
La segnaletica di sicurezza
Cartelli di cantiere
Segnaletica gestuale
Agenti fisici, meccanici, elettrici e chimici
Dispositivi di protezione individuale
L’organismo C.P.T

per scaricare il manuale clicca qui

Dieci regole vitali per chi lavora nell’industria, nell’artigianato e non solo.

art. tratto da  da: http://www.acca.it/biblus-net/

Il SUVA ha recentemente pubblicato un documento che illustra le “Dieci regole vitali” da seguire per chi lavora nei settori dell’industria e dell’artigianato che costituiscono dei veri e propri “principi salvavita”, utili non solo ai lavoratori dei settori produttivi citati, ma a svariati altri ambiti lavorativi, tra cui anche i canteri edili.

Ecco in sintesi le dieci regole vitali:

Impedire le cadute dall’alto.
Utilizzare scale portatili adeguate.
Mettere in sicurezza i materiali.
Utilizzare le macchine secondo le istruzioni.
Disinserire e mettere in sicurezza gli impianti.
Utilizzare vie di circolazione sicure.
Solo professionisti per i lavori elettrici.
Utilizzare i prodotti chimici in modo sicuro.
Evitare le polveri di amianto.
Utilizzare i dispositivi di protezione individuale.

Per fare download dell'opuscolo SUVA clicca qui

giovedì 19 settembre 2013

Abilitazione all'uso delle macchine agricole (patentino). Differimento della entrata in vigore dell'obbligo.

È differito al 22 marzo 2015 il termine per l’entrata in vigore dell’obbligo dell’abilitazione all’uso delle macchine agricole come previsto dall’Accordo tra Governo e Regioni del 22 febbraio 2012, n. 53 , fatte salve le procedure su: l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori; le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione; i soggetti formatori; la durata, gli indirizzi e i requisiti minimi di validità della formazione. (L’Accordo prevede che l’abilitazione sia rinnovata ogni 5 anni e che si sia superato un corso di aggiornamento della durata minima di 4 ore ed almeno 3 ore devono essere dedicate a moduli pratici) Così l’art. 45-bis inserito dalla L.98/2013 che converte il DL 69 “Del fare”. E questo, in attuazione dell’art.73, del TU 81/08, il cui c.5 viene pertanto modificato e integrato come di seguito: “In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato e Regioni… sono individuate le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione e le condizioni considerate equivalenti alla specifica abilitazione” (in corsivo l’aggiunta portata dalla L.98/2013). E sempre a proposito di macchine agricole, l’art. 45 integra il c. 2 dell’art.107 del DLgs 285/1992 che risulta così modificato: “L’accertamento (dei requisiti di idoneità) … ha luogo mediante visita e prova - da parte degli uffici della Direzione generale della M.C.T.C. (Motorizzazione civile e trasporti in concessione), secondo modalità stabilite con decreto del Ministero dei trasporti, di concerto con i ministri dell’Agricoltura e delle foreste e del lavoro e della previdenza sociale, fatte salve le competenze del ministro dell’Ambiente in materia di emissioni inquinanti e di rumore - o da parte di strutture o Enti aventi i requisiti stabiliti con decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali (in corsivo l’aggiunta portata dalla L.98/2013).

martedì 17 settembre 2013

Albo gestori, chiarimenti sulla “disponibilità” dei mezzi di trasporto


Ai fini dell’iscrizione all’Albo gestori per il trasporto in conto proprio o conto terzi, i titoli idonei ad attestare la disponibilità dei mezzi di trasporto sono la proprietà, l’usufrutto, l’acquisto con patto di riservato dominio e il leasing.
Per i veicoli ad uso di terzi aventi massa superiore a 6 t, in base a quanto previsto dalla circolare 9 settembre 2013 (prot. 995) dell’Albo nazionale gestori ambientali, è consentita anche la locazione senza conducente, a condizione che locatore e locatario siano entrambi iscritti all'Albo degli autotrasportatori di cose per conto terzi, al Ren (Registro elettrico nazionale) e, quindi, titolari di autorizzazione. Per l’iscrizione all’Albo dei veicoli si veda il punto 2 della circolare.
A seguito del regolamento 1071/2009/Ce, infine, risulta ammissibile anche il comodato senza conducente. Per l’iscrizione dei veicoli serve una copia della dichiarazione di cui alla circolare del MinTrasporti 4/2011, vistata dalla Motorizzazione e corredata di dichiarazione di conformità (si veda il punto 3 della circolare). Il comodato è possibile anche per i veicoli ad uso di terzi non assoggettati al regolamento Ue, ma non è mai consentito per i veicoli adibiti ad uso proprio.
Per approfondimenti cliccare qui


Attrezzature di lavoro, semplificate le verifiche


I termini per eseguire la prima verifica periodica delle attrezzature di lavoro sono ridotti da 60 a 45 giorni. È una delle novità della Legge 98/2013 con la modifica dell’art.32 del c.1, lett. f) portata al decreto “Del fare”. A questo proposito, il datore di lavoro: ha diritto di ottenere la comunicazione, da parte degli Organismi pubblici preposti alla verifica periodica, relativa alla impossibilità di eseguire la verifica nei 15 giorni successivi alla richiesta; può rivolgersi ad altri soggetti pubblici o privati abilitati alla verifica in caso che: a) la comunicazione sia negativa o; b) quando siano trascorsi 45 giorni dalla richiesta di verifica. La procedura delle verifiche delle attrezzature di lavoro successive alla prima, viene semplificata rispetto a quella in vigore, tant’è che il datore di lavoro potrà ora servirsi, allo scopo, a libera scelta, della competenza di soggetti pubblici o privati abilitati. Di altro argomento è la semplificazione nei cantieri temporanei e mobili, per i quali l’inserimento della lett. h) del comma 1, prevede che appositi decreti ministeriali, con l’intesa della Conferenza permanente per la sicurezza e la salute sul lavoro, individuino modelli semplificati per la redazione del Pos, del Psc e del Fascicolo dell’opera. Della semplificazione dei modelli per la redazione del Pss (Piano di sicurezza sostitutivo), si occupa, invece, il c. 4 dell’art. 32. Anche per l’elaborazione di questo Piano, che riguarda, peraltro, solo i contratti di lavori pubblici*, la legge di conversione prevede l’utilizzo di modelli semplificati, che saranno individuati con decreto dei Ministeri competenti, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro e previa l’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato-Regioni. * Infatti, il Pss sostituisce il Pos negli appalti pubblici. L’elaborazione del Pss è obbligatoria quando non viene nominato il Csp (Coordinatore della sicurezza per la progettazione) e quindi non viene prescritta la presentazione del Psc (Piano di sicurezza e coordinamento, art. 100 e allegato XV D del TU 81/08).

SISTRI solo per rifiuti pericolosi dal 1° ottobre

Con il Consiglio dei Ministri del 26 agosto sono state  approvate le misure di semplificazione e revisione del sistema informatico per il tracciamento dei rifiuti (SISTRI) , che riguarderà principalmente quelli pericolosi e non più anche quelli speciali . In questo modo il numero coloro che saranno interessati dal nuovo adempimento che prenderà il via il prossimo 1° ottobre (3 marzo 2014 per i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani della Campania) scende da 70.000 a 17.000 utenti.
Si tratta di chi raccoglie, trasporta e tratta i rifiuti pericolosi. Le novità che escludono chi tratta rifiuti speciali puntano ad alleggerire gli aggravi burocratici per le aziende della filiera dei rifiuti e a ridurre i costi di esercizio del sistema. «Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) sarà molto più semplice e riguarderà principalmente i rifiuti pericolosi», si legge nella nota stampa di Palazzo Chigi. «I produttori iniziali di rifiuti pericolosi e gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori, potranno aderire al sistema di controllo su base volontaria», continua la nota stampa. Mano leggera poi per le inadempienze formali: non ci saranno sanzioni in caso di errori nella trascrizione delle informazioni a meno che queste non si ripetano nel tempo. Le nuove semplificazioni del SISTRI dovranno però essere stabilite periodicamente con decreto del ministro dell’Ambiente.
Per approfondimenti rimandiamo al sito del SISTRI

Semplificazioni per settori a basso rischio, semplificazione disciplina del D.U.V.R.I.

L’articolo 32 della legge n. 98/2013, di conversione del Dl 69/2013, ha portato semplificazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Maggiormente interessato dalle modifiche in fase di conversione è il comma 1 del DL “Del fare”.

Alla lettera b) si prevede l’emanazione di un DM, da adottarsi in coerenza con le indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, con cui saranno individuati i settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali. L’individuazione dei settori avverrà sulla base di “criteri e parametri  oggettivi desunti dagli indici infortunistici e delle malattie professionali di settore dell’INAIL”.

Per la necessaria valutazione dei rischi nei settori così individuati, i datori di lavoro potranno utilizzare: un modello semplificato che sarà allegato al decreto o le procedure standardizzate già previste.

Ancora il comma 1, questa volta in materia di Duvri. La semplificazione della Legge di conversione consiste nel consentire al datore di lavoro di un’azienda ricompresa nel settore a basso rischio di infortuni e malattie professionali, di omettere la redazione del Documento ed in alternativa, di nominare un proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali adeguate e specifiche, adeguatamente e periodicamente aggiornato, con compiti di sovrintendere alla cooperazione e al coordinamento con altre imprese.

Spetterà al datore di lavoro, una volta individuato l’incaricato, di inserirne la nomina nel contratto di lavoro o d’opera.

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lunedì 16 settembre 2013

Semplificazioni Durc L.98/2013, circolare Ministero Lavoro

Pubblicata dal Ministero del Lavoro la Circolare n. 36/2013 con chiarimenti in merito alle semplificazioni sul Durc introdotte dall’articolo sull’art. 31 del D.L. n. 69/2013 (conv. da L. n. 98/2013, c.d. “Decreto Fare”).

Per approfondimenti  cliccare qui

mercoledì 20 febbraio 2013

Addetti alle attrezzature particolari, il 12 marzo il via alla nuova disciplina


Piattaforme di lavoro mobili elevabili, gru a torre, gru mobile, gru per autocarro, carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo, trattori agricoli o forestali, macchine movimento terra e pompa per calcestruzzo. Sono queste le attrezzature particolari i cui operatori devono essere sottoposti a speciali corsi di abilitazione previsti dalla normativa introdotta con l’Accordo Stato-Regioni che entra in vigore il 12 marzo prossimo.

Per ognuna delle attrezzature speciali l’Accordo indica un preciso percorso formativo e definisce i requisiti minimi dei corsi e le tipologie di modulo formativo (giuridico, tecnico ** e pratico). Alla fine di ciascun modulo e a conclusione dell’intero corso, è previsto che il formando venga sottoposto alle prove di valutazione.

L’attestato di abilitazione avrà un’efficacia di 5 anni, alla fine dei quali l’interessato è obbligato a frequentare un corso di aggiornamento (durata minima di 4 ore).
per saperne di più clicca qui

Campi elettromagnetici, slitta al 31 ottobre 2013 la direttiva CE 2004/40


Posticipata dal Parlamento Europeo l’entrata in vigore della nuova direttiva CE 2004/40 sui campi elettromagnetici. Nuovo termine stabilito con direttiva 2012/11/UE del 19 aprile 2012 è il 31 ottobre 2013, decade quindi la precedente scadenza originariamente prevista per il 30 aprile 2012.

L’iter di questa direttiva è lungo e complesso in quanto la norma deve rispondere a un duplice obiettivo: garantire un livello elevato di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori e garantire allo stesso tempo la continuità e lo sviluppo delle attività mediche e industriali che prevedono l’utilizzo dei campi elettromagnetici. La norma è quindi stata sottoposta a revisioni dando ascolto alle preoccupazioni manifestate dalle parti interessate, in particolare dalla comunità medica, sull’impatto che l’attuazione di tale direttiva potrebbe avere sull’utilizzazione di procedure mediche basate sulla diagnostica per immagini, nonché sul suo impatto su talune attività industriali.

Il parlamento europeo, in data 14 giugno 2011, ha approvato una nuova proposta di direttiva basata su informazioni scientifiche più recenti e con la direttiva del 19 aprile ne ha posticipato l’entrata in vigore al 31 ottobre 2013

venerdì 15 giugno 2012

Sistri, stop fino a 31 dicembre 2013



Con ogni probabilità il SISTRI verrà sospeso. L’entra in vigore del sistema di tracciabilità dei rifiuti, prevista per il prossimo 30 giugno e già procrastinata con Decreto Milleproroghe, verrà bloccata.
In base ad autorevoli fonti, la bozza dello schema di decreto approvata dal Consiglio dei Ministri (più corposa delle versioni circolate nei precedenti giorni) estenderebbe fino alla fine del 2013 la sospensione dell'operatività del nuovo sistema di tracciamento telematico dei rifiuti al fine di effettuare le verifiche necessarie per la sua corretta funzionalità.
Il ministro Clini ha chiesto quindi di sospendere il pagamento dei contributi da parte delle imprese per quanto riguarda il 2012.Il sistema dovrebbe ora essere di nuovo vagliato e non è esclusa una propria completa sostituzione. Clini ha evidenziato altresì l’esigenza per l’Italia di dotarsi comunque di un sistema di tracciabilità dei rifiuti come richiesto dall’Unione Europea.

giovedì 17 maggio 2012

Valutazione dei rischi microimprese: proroga al 31/12


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 maggio 2012 il Decreto legge 12 maggio 2012 n 57 “Disposizioni urgenti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro nel settore dei trasporti e delle microimprese”.
Il decreto in vigore dal momento della sua pubblicazione in G.U. e in procinto di essere comunicato alle Camere per la conversione in legge rinvia il termine ultimo per l’autocertificazione nella valutazione dei rischi delle aziende che occupano fino a 10 lavoratori al 31 dicembre 2012. Viene meno così la scadenza del 30 giugno 2011.
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giovedì 10 maggio 2012

Min.Lavoro: riduzione per il 2011 dei premi Inail per imprese artigiane

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali comunica che con decreto interministeriale (Lavoro-Economia) del 27 gennaio 2012 è stata disposta, ai sensi dell'art. 1, commi 780 e 781, della legge n. 296/2006, la riduzione dell'importo del premio assicurativo, dovuto per l'anno 2011, del 7,01%, per le imprese artigiane che non hanno avuto infortuni nel biennio 2009/2010. La riduzione si applica alla sola regolazione del 2011, per le imprese che non abbiano avuto infortuni (escluse le franchigie) nel 2009-2010 e che ne abbiano fatto richiesta in occassione dell'autoliquidazione 2010/2011
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mercoledì 9 maggio 2012

Redazione piano emergenza strutture sanitarie, linee guida Regione Lombardia



 Con decreto n. 2174 datato 15 marzo 2012 la Direzione generale Sanità della Regione Lombardia ha approvato le “Linee d’indirizzo per la redazione del piano d’emergenza nelle strutture sanitarie” elaborate dal laboratorio “Ruolo del Servizio di Prevenzione e Protezione nel comparto sanità” nel rispetto delle procedure previste dal Piano regionale 2011-13 per la promozione della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.
Il documento nasce con l’intento di fornire indicazioni utili al lavoro dei Servizi di Prevenzione e Protezione delle strutture sanitarie, fornendo quindi una documentazione comune e di riferimento su cui misurarsi e crescere. In particolare si propone l’assunzione di un format comune nella stesura del piano generale d’emergenza PGE. Principali scopi delle linee d’indirizzo sono:


  • contenere i livelli di incertezza nella stesura del PGE;
  • fornire criteri e metodi omogenei per la gestione dell’emergenza;
  • garantire un approccio all’emergenza che tenga in considerazione tutti i rischi;
  • favorire la stesura di un documento flessibile fruibile dai molti soggetti coinvolti nella gestione delle emergenze: enti esterni del soccorso, estensori del piano, operatori coinvolti, utenti e degenti;
  • promuovere azioni di coordinamento tra strutture sanitarie e enti di soccorso.

Nell’allegato 2 infine si fornisce una check di controllo per un migliore organizzazione delle informazioni
Per scaricare il documento clicca qui

DURC e congruità del costo della manodopera

La  finanziaria del 2007  ha previsto l’introduzione degli indici di congruità della manodopera , che sono delle percentuali, relative a settore, a categoria d’impresa e a territorio, indicative di “quale deve essere l’incidenza minima del costo del lavoro perchè un’impresa possa essere considerata congrua”
Dal gennaio 2013 la congruità sarà requisito imprescindibile per il rilascio del DURC regolare.
L’irregolarità contributiva comporta non solo il rilascio all’impresa del DURC irregolare ma anche la segnalazione alla BNI (Banca Dati delle Imprese Irregolari, presso la Commissione nazionale paritetica per le Casse edili, CNCE) della situazione venutasi a creare.
Ma per il settore edile il 2012 riserverà queste altre novità:
  • dal mese di aprile le Casse avranno dovuto attivare un “contatore di congruità” tramite il quale si potranno comparare i livelli minimi di costo della manodopera (per  tipologia di lavoro), con il dato “risultante dalla moltiplicazione per 2,5 dell’imponibile contributivo della Cassa Edile riferito agli operai effettivamente impegnati nel cantiere”;
  • dal mese di luglio le imprese avranno l’obbligo di compilare i campi relativi alle indicazioni dei cantieri;
  • dal mese di ottobre i DURC rilasciati dalle Casse per fine lavori, segnaleranno se l’impresa avrà o non avrà raggiunto la congruità del costo della manodopera sul valore dell’opera.
Per scaricare la circolare del ministero del lavoro cliccare qui

giovedì 26 aprile 2012

Videosorveglianza, semplificazioni adempimenti per installazione.

Da oggi, sarà più semplice installare impianti audiovisivi o altre apparecchiature finalizzate al controllo a distanza, all’interno della propria ditta. È questo, in sostanza, il senso di una nota del Ministero del Lavoro rivolta alle proprie Direzioni territoriali del lavoro. 
Cambia e si semplifica la procedura autorizzatoria prevista dallo Statuto dei Lavoratori in caso di installazione di dispositivi tecnologici utili alla organizzazione ed alla sicurezza della azienda e dei dipendenti  dipendenti. Al fine di limitare l’utilizzo degli ispettori per questa procedura e per agevolare l’installazione di impianti di controllo relativi alla sicurezza, anche sui lavoratori, viene prevista la possibilità autorizzatoria da parte delle DTL senza l’accertamento tecnico preventivo dello stato dei luoghi, in quanto sostanzialment ininfluente ai fini del rilascio dell’autorizzazione.
 Per approfondire cliccare qui

lunedì 23 aprile 2012

SISTRI, PROROGATO AL 30 NOVEMBRE IL PAGAMENTO DELLE QUOTE 2012

Il pagamento da parte delle aziende del contributo SISTRI 2012 è stato posticipato al prossimo 30 novembre.
Annullata quindi la precedente scadenza prevista per il prossimo 30 aprile 2012.

giovedì 12 aprile 2012

SISTRI, proposta dalle Regioni esenzione del canone con scadenza 30 aprile


Approvata dalla Conferenza delle Regioni e presentata il 4 aprile in Conferenza Stato Regioni la richiesta di esenzione del canone SISTRI per l’anno in corso il cui versamento sarebbe  previsto per il prossimo 30 aprile.
La istanza è stata  motivata con la necessità di esentare dal pagamento circa 300 mila imprese che hanno versato la quota negli anni 2010 – 2011 nonostante il sistema non sia ancora stato attivato. (L’entrata in vigore del sistema è prevista dalla Legge 24 febbraio 2012, n. 14 il 30 giugno 2012).

mercoledì 11 aprile 2012

Il DURC e le pubbliche amministrazioni


Con l’istituzione della Banca dati unica per la partecipazione alle gare d’appalto, le amministrazioni pubbliche potranno consultare un fascicolo elettronico della documentazione d’impresa e svolgere i controlli sul possesso dei requisiti senza richiedere la documentazione alle imprese.
L’art. 14, c. 6 bis, della nuova legge sulle semplificazioni riguarda il Documento unico regolarità contributiva (DURC) e precisa che nell’ambito dei lavori pubblici e privati dell’edilizia, le amministrazioni pubbliche devono“acquisire d’ufficio”  il documento.
La presentazione del DURC viene richiesta dall’impresa, anche attraverso i consulenti del lavoro e le associazioni di categoria provviste di delega (intermediari), oppure dalle Pubbliche Amministrazioni appaltanti, oppure dagli Enti privati a rilevanza pubblica appaltanti, oppure, infine, dalle SOA, che sono società di attestazione e qualificazione delle aziende con il compito istituzionale “di accertare ed attestare l’esistenza, nei soggetti esecutori di lavori pubblici, dei necessari elementi di qualificazione, tra cui quello della regolarità contributiva” (art.8 c.. 3 L.109/1994).
Dal 13/02/2012 il DURC per appalti pubblici va richiesto solo dalle Stazioni Appaltantipubbliche o dalle Amministrazioni procedenti.

Queste tipologie di DURC riguardano:
  • appalti/subappalti/affidamenti di contratti pubblici di lavori, forniture o servizi;
  • contratti pubblici di forniture o servizi in economia con affidamento diretto;
  • agevolazioni, finanziamenti, sovvenzioni ed autorizzazioni.

  • le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi non possono richiedere atti o certificati concernenti stati, qualità personali e fatti che siano attestati in documenti già in loro possesso o che comunque esse stesse siano tenute a certificare. In luogo di tali atti o certificati (le amministrazioni)… sono tenute ad acquisire d’ufficio le relative informazioni, previa indicazione, da parte dell’interessato, dell’amministrazione competente e degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti;
  • …. (le amministrazioni sono tenute) ad accettare la dichiarazione sostitutivaprodotta dall’interessato …;
  • …quando (le amministrazioni) operano l’acquisizione d’ufficio … possono procedere anche per fax e via telematica;
  • … le amministrazioni certificanti sono tenute a consentire alle amministrazioni procedenti, senza oneri, la consultazione per via telematica dei loro archivi informatici, nel rispetto della riservatezza dei dati personali.
I documenti trasmessi da chiunque a una pubblica amministrazione tramite fax, o con altro mezzo telematico o informatico idoneo ad accertarne la fonte di provenienza, soddisfano il requisito della forma scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale.

sabato 7 aprile 2012

STOP alla autocertificazione della valutazione dei rischi

DAL 30 GIUGNO 2012 STOP ALLE AUTOCERTIFICAZIONI PER LE VALUTAZIONI DEI RISCHI

Dal 30 giugno 2012 termina la possibilità di "autocertificare"  l’effettuazione della valutazione dei rischi, ai sensi dell’art. 29, comma 5 del Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro), per cui tutti i datori di lavoro che si sono avvalsi di tale facoltà (con numero di dipendenti inferiore a dieci) dovranno necessariamente elaborare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) entro e non oltre il 30 giugno 2012.

Tale obbligo è infatti sancito dallo stesso articolo 29 che ha fissato in tale giorno la scadenza dei termini di validità dell’autocertificazione.

Pertanto, a far data dal 1 luglio 2012, tutti i datori di lavoro sprovvisti del Documento di Valutazione dei Rischi potrebbero incorrere nelle sanzioni previste dalla legge (violazione dell’art. 29, comma 1 - Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 €).

venerdì 6 aprile 2012

Valutazione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici


Le specifiche disposizioni sulla protezione dei lavoratori dalle esposizioni ai campi elettromagnetici  derivate dal recepimento della direttiva 2004/40/CE e contenute nel Capo IV del Titolo VIII del Decreto legislativo 81/2008 - entreranno in vigore a breve, il 30 aprile 2012.
A partire da tale data il rispetto dei limiti imposti è richiedibile e sanzionabile da parte dell'Ente di Controllo benché sia valido il principio generale del Testo Unico che comunque già impegnava il datore di lavoro alla valutazione di tutti i rischi, inclusi quelli derivanti da esposizioni a campi elettromagnetici.
L’imminente entrata in vigore del Titolo VIII, Capo IV del D.Lgs. 81/2008 pone la questione di un’adeguata formazione ed informazione di tutte le figure professionali coinvolte nell’attività di valutazione del rischio legato ai campi elettromagnetici.
A tal proposito riportiamo di sotto un link del sito dell INAIL

giovedì 5 aprile 2012

Modello Unico Dichiarazione Ambientale (M.U.D.) 2012


Sul supplemento ordinario n. 283 della Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 2011 è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri "Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno 2012".
Il modello di cui al decreto sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare, entro il 30 aprile 2012, con riferimento all'anno 2011, da parte dei soggetti interessati che sono così individuati:
·         Comuni o loro Unioni e/o Consorzi e Comunità Montane
·         Produttori di AEE e Sistemi Collettivi di Finanziamento
·         CONAI o altri soggetti di cui all'articolo 221, comma 3, lettere a) e c),
·         Soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.


l Modello Unico di Dichiarazione ambientale è quindi articolato in 4 comunicazioni:
1.    Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione
2.    Comunicazione Imballaggi
3.    Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
4.    Comunicazione Veicoli Fuori Uso

Dichiarazione SISTRI


I produttori iniziali di rifiuti e le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti, che erano tenuti alla presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale di cui alla legge 25 gennaio 1994 n. 70 , dovranno comunicare, come prevede il D.M. Ambiente 52/2011, i dati relativi ai rifiuti prodotti e smaltiti dal 1 gennaio al 31 dicembre 2011 entro il 30 aprile 2012. La presentazione della dichiarazione SISTRI è, al momento, disciplinata dalla circolare del Ministero dell’Ambiente n, 6774 del 2 marzo 2011 che prevede che possa essere effettuata:
·         compilando e trasmettendo alla Camera di Commercio, con le modalità utilizzate per la presentazione del MUD (quindi via telematica o con spedizione cartacea o magnetica) le schede del capitolo 1 - Rifiuti del DPCM 27 aprile 2010, previo pagamento del diritto di segreteria.
·         compilando i modelli disponibili sul sito http://www.sistri.it  
Il Decreto inoltre stabilisce che, per quanto riguarda il 2012, le imprese, dovranno presentare entro 6 mesi dall’entrata in vigore del SISTRI, per ciascuna categoria di soggetti tenuti, la dichiarazione SISTRI MUD, con le medesime modalità, per il periodo antecedente l'entrata in vigore.

giovedì 29 marzo 2012

Accordi stato-regioni del 21 dicembre 2011 sulla formazione alla sicurezza di lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro RSPP

Sono stati approvati in data 21 dicembre 2011 dalla conferenza permanente stato regioni i nuovi accordi sulla formazione alla sicurezza dei lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro RSPP.

Gli accordi sono stati pubblicati sulla gazzetta ufficiale n.8 dell'11 gennaio 2012, e sono diventati di conseguenza operativi dal 26 gennaio 2012.

Per chi volesse leggere gli accordi abbiamo preparato due documenti : uno relativo alla formazione dei dipendenti (si può scaricare qui) ed uno per l'accordo relativo alla formazione dei datori di lavoro (si può scaricare qui).

Gli accordi definiscono la durata, i contenuti e le modalità della formazione da svolgere.

Le  novità principali riguardano l’individuazione della durata della formazione in base al rischio dell’attività aziendale che viene suddiviso in basso, medio o alto.

Secondo gli accordi ogni lavoratore deve ricevere una informazione adeguata ed inoltre deve fare una formazione generale di 4 ore più una formazione di 4, 8 o 12 a seconda del caso di rischio basso, medio o alto per l'azienda.


E' previsto successivamente un aggiornamento ogni cinque anni di 6 ore per tutti.


La formazione dei preposti, oltre a quella dei lavoratori, prevede una formazione particolare:

La formazione dei dirigenti segue uno schema differente:
Inoltre l'accordo disciplina la formazione dei datori di lavoro secondo il seguente schema:


martedì 20 marzo 2012

Formazione gratuita per i tuoi dipendenti?


Valorizzare le risorse umane a tua disposizione o adempiere alla formazione obbligatoria dei dipendenti in materia di sicurezza, privacy e ambiente è oggi POSSIBILE E GRATUITO.
Sei2seiconsulting srl, proponente per un importante fondo interprofessionale offre la possibilità di utilizzare per la formazione gratuita parte della contribuzione versata all’INPS per i dipendenti  senza quindi ALCUN ULTERIORE AGGRAVIO O ONERE.
Le attività del fondo sono estese a tutti i settori (economico, dell’industria, dell’artigianato, del terziario, dell’agricoltura)
I fondi saranno disponibili immediatamente dopo la disposizione del trasferimento, e sarà possibile avvalersi dei fondi già versati eventualmente su altri fondi che non sono stati utilizzati.
Aderire al fondo ti permetterà in modo VELOCE AGILE FLESSIBILE di soddisfare le necessità formative:
VELOCE perché con cadenza mensile sarà possibile presentare i progetti formativi assicurando tempi di finanziamento estremamente ridotti.
AGILE perché le parti sociali che costituiscono il fondo garantiscono la sottoscrizione mmediata dell’accordo di concertazione a valere sui piani formativi stessi.
FLESSIBILE perché accoglie TUTTE LE NECESSITA’ FORMATIVE aziendali, a partire da quelle obbligatorie per legge.
Per ulteriori informazioni e chiarimenti rivolgersi a Maurizio Gioglio presso i nostri uffici di zona allo 030 2594020  o direttamente al 3315775563


Maurizio Gioglio